Morire rischia di diventare ancora più caro. Circola una bozza sul riordino delle aliquote IVA che il governo sta mettendo a punto. Dopo l’aumento dell’imposta dal 21 al 22%, scattato il primo ottobre scorso, Letta e i suoi si sono infatti messi al lavoro per rivedere su quali beni di consumo si debba pagare l’imposta del 4%, su quali del 10% e su quali del 22%.
La prima novità riguarda proprio i funerali. I servizi funebri e le cremazioni sono attualmente esenti da IVA, ma la bozza prevede di applicare un’aliquota agevolata al 10%.
Fortunatamente la riforma prevede anche degli sgravi: scendono le aliquote di preservativi, seggiolini auto per bambini, prodotti per l’igiene intima.
Siamo meravigliati della decisione di applicare un aumento dell’IVA per i servizi funebri. Servizi che nessuno sceglie per piacere, ma solo per necessità e che finora è stato giustamente considerato IVA esente.

